La respirazione è una funzione essenziale alla nostra sopravvivenza in quanto assicura l’ingresso nell’organismo di ossigeno e l’eliminazione dell’anidride carbonica. Essa consiste in un ciclico alternarsi di inspirazioni ed espirazioni il cui ritmo è regolato da complessi meccanismi nervosi. Le varie fasi del ciclo respiratorio sono:

1

Immissione dell'aria all'interno dei polmoni con l'atto inspiratorio. 

2

Passaggio dell'ossigeno dagli alveoli polmonari al sangue.

3

Trasporto dell'ossigeno ai tessuti dell'organismo tramite il flusso circolatorio.

4

Utilizzazione dell'ossigeno per lo svolgimento dei processi metabolici da parte delle strutture cellulari e produzione di anidride carbonica.

5

Passaggio dell'anidride carbonica nel sangue e suo trasporto ai polmoni.

6

Passaggio dell'anidride carbonica dal sangue agli alveoli polmonari.

7

Emissione del gas verso l'esterno attraverso l'atto espiratorio.

Inspirazione ed espirazione sono rese possibili dall’azione dei muscoli respiratori che si dividono in muscoli inspiratori ed espiratori. Tra quelli inspiratori si hanno i muscoli intercostali, i muscoli sterno-cleidomastoidei, i muscoli vertebrali e il diaframma, che è in assoluto il più importante. Si tratta di una estesa lamina muscolo-tendinea curva che, grazie alla sua contrazione, si sposta verso il basso appiattendosi e determinando l'ampliamento della gabbia toracica. I muscoli espiratori svolgono una azione di minor importanza in quanto l'espirazione è soprattutto un fenomeno passivo dovuto al ritorno elastico della gabbia toracica e dei polmoni dopo il rilassamento dei muscoli inspiratori.

TIPI DI RESPIRAZIONE

Esistono tre tipi principali di respirazione:

Respirazione alta o clavicolare quando sono soprattutto i muscoli del collo, ad attivare le parti
   superiori dei polmoni.
Respirazione media o intercostale quando sono impegnate soltanto le parti centrali dei
   polmoni.
Respirazione bassa
o diaframmatica quando sono attivate soprattutto le parti inferiori dei
   polmoni, mentre le parti superiori e centrali rimangono meno attive.

Per le normali funzioni quotidiane la respirazione migliore è quella diaframmatica. Essa esercita una forma di auto-massaggio interno su tutti i visceri (esofago, stomaco, intestino, vescica, ecc..) che ha benefici effetti sulla colonna vertebrale, sulla circolazione linfatica e sulla psiche.

Con la tecnica del Rebirthing si ha una respirazione totale in cui tutte le parti dei polmoni sono coinvolte. Tale respirazione elimina velocemente le scorie metaboliche e aumenta i tassi di concentrazione di ossigeno nel sangue e nei tessuti, depurando l’organismo e rallentando i processi di degenerazione cellulare.


LA BIOCHIMICA DEL REBIRTHING
Estratto da un articolo del dott. Pasquale Marchione, neurologo e rebirther associato ARAT

La respirazione interna (o cellulare) è quel complesso di reazioni chimico-fisiche che permettono alla cellula di utilizzare l’ossigeno per produrre energia. All’interno degli alveoli polmonari, avviene lo scambio gassoso, ovvero il passaggio dell'ossigeno dagli alveoli polmonari al sangue e dell’anidride carbonica in direzione opposta. Il trasporto di ossigeno ai tessuti e dell’anidride carbonica dai tessuti avviene attraverso la circolazione sanguigna, per mezzo di svariati meccanismi. Il 97% dell’ossigeno è trasportato nei globuli rossi grazie ad una proteina in essi contenuta, l’emoglobina, che ha appunto una funzione di trasporto. L’anidride carbonica, invece, si lega all’emoglobina in una percentuale inferiore (23%).

Il pH è la misura matematica della concentrazione di ioni idrogeno nel sangue e quindi del grado di acidità dello stesso. In chimica, un basso valore di pH indica una sostanza acida (alta concentrazione di ioni H+), un elevato valore di pH invece una sostanza basica (bassa concentrazione di ioni H+). Questo parametro influenza tutte le reazioni chimiche del nostro organismo e per tale motivo deve mantenersi sostanzialmente costante. Nei liquidi biologici, in particolare in quelli del corpo umano, il pH viene costantemente mantenuto ad un valore di 7,40. La concentrazione nel sangue di anidride carbonica e di conseguenza il pH del sangue dipendono dalla frequenza del respiro


COSA SUCCEDE DURANTE UN AUMENTO DELLA FREQUENZA RESPIRATORIA COME IN UNA SEDUTA DI REBIRTHING?

Durante un’iperventilazione viene eliminata una maggior quantità di anidride carbonica e vi è una successiva riduzione dell’acidità del sangue (aumento del pH)”. La condizione in cui aumenta il pH del sangue viene detta alcalosi, in questo caso respiratoria perché dipende da variazioni del meccanismo del respiro. […] La riduzione della concentrazione di H+ agisce su una particolare area cerebrale che tende a ridurre la frequenza degli atti respiratori (ciò spiegherebbe perché durante una seduta di rebirthing si possano verificare degli episodi di apnea). Inoltre, l'aumento del pH ematico riduce la ionizzazione del calcio la cui principale conseguenza è l’ipereccitabilità delle membrane cellulari in particolar modo dei neuroni e delle fibre muscolari. In particolare, a livello delle fibre nervose che trasmettono la sensibilità si verifica un fenomeno di trasmissione elettrica in assenza di stimoli sensitivi o in presenza dei cosiddetti stimoli sottosoglia, cioè che di regola non vengono percepiti. Il cervello avverte questi fenomeni come formicolii (parestesie) o “strane” percezioni dei segmenti corporei, che possono sembrare gonfi o compressi (disestesie).

PERCHÉ DURANTE UNA SEDUTA DI REBIRTHING POSSONO AVVENIRE SBLOCCHI EMOZIONALI?

Se per fenomeni fisici macroscopici come le parestesie e la tetania ciò che avviene durante una seduta di rebirthing può essere spiegato facilmente da un punto di vista biochimico, non è altrettanto facile spiegare tutti quei fenomeni psichici ed emotivi che sono proprio la caratteristica della tecnica. Durante una seduta di rebirthing, il piano di coscienza è decisamente diverso da quello che ben conosciamo ma non si tratta di differenze quantitative (riduzione dello stato di veglia o incoscienza) perché ci si rende conto di essere vigili ed in contatto con la realtà fisica, bensì qualitative e pertanto non spiegabili altrimenti come “altri” stati di coscienza. Inoltre, non è raro avere delle vere e proprie visioni ed è stupefacente come esse abbiano un senso nell’ambito di un percorso psicologico che caratterizza la o le sedute e che nelle sedute di gruppo, a volte, non riguarda un singolo soggetto.

LA RESPIRAZIONE CIRCOLARE È PERICOLOSA?

No, le momentanee sensazioni prodotte dalla respirazione circolare sono passeggere e affatto pericolose, per cui possiamo respirare a volontà senza pericolo. Infatti, per riassumere in breve alcuni fenomeni legati alla respirazione, si deve ricordare che più di una data percentuale di ossigeno non è possibile immagazzinare. In caso di iperventilazione l'emoglobina non può comunque trasportare più di una certa quantità di ossigeno e la concentrazione di ossigeno aumenta dal 95% al 96%. Con l'iperventilazione si provoca piuttosto il calo dell'anidride carbonica (ipocapnia), ma quando la concentrazione d'anidride carbonica scende al di sotto di una certa soglia l'emoglobina non rilascia più ossigeno. Il calo dell'ossigeno fa nuovamente aumentare l'anidride carbonica e a questo punto l'emoglobina di nuovo rilascia l'ossigeno. In questo modo, comunque si respiri, c'è sempre una autoregolazione verso l'omeostasi.

 
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